PUBBLICATO DAL MITE IL PIANO DI CONTENIMENTO CONSUMI DI GAS NATURALE

PIANO DI CONTENIMENTO CONSUMI DI GAS NATURALE

PIANO DI CONTENIMENTO CONSUMI DI GAS NATURALE


La Transizione Energetica si dimostra ora più che mai uno degli obiettivi più urgenti da perseguire a livello internazionale. Complici le evidenti conseguenze dei cambiamenti climatici in atto, e non solo più proiezioni scientifiche che da decenni avevano prospettato la situazione attuale, in Europa si sta tentando di accelerare il passaggio da fonti di energia fossili a fonti rinnovabili, ma i cambiamenti non sono immediati.
L’attuale crisi con la Russia è un fattore che aggrava la situazione e invoca una spinta verso un sistema di approvvigionamento diversificato che possa garantire non soltanto un sistema economico ecologicamente sostenibile, ma anche e soprattutto l’indipendenza energetica. Difatti, il conflitto tra Russia e Ucraina ha esacerbato una situazione tanto nota quanto precaria: nel 2021 il 40% della copertura del fabbisogno italiano di gas naturale è stato assicurato dal gas russo (fonte: MITE). Se l’Italia disponesse di una quota maggiore di utilizzo di energia rinnovabile nella produzione complessiva nazionale, non sarebbe completamente ostaggio della situazione odierna.
Ad ogni modo, il Ministero della Transizione Ecologica ha recentemente presentato il Piano nazionale di contenimento dei consumi di gas naturale (qui il documento completo) per illustrare le misure d’urgenza adottate recentemente e le linee future che saranno intraprese per garantire la sicurezza degli approvvigionamenti nazionali.

Tali misure, adottate all’indomani del conflitto, sono principalmente due: il riempimento degli stoccaggi per la stagione invernale 2022-2023 e la diversificazione delle fonti di approvvigionamento.
In merito al primo punto, l’insieme degli interventi regolatori, e la risposta degli operatori coinvolti hanno consentito di raggiungere al 1° settembre 2022 un livello di riempimento degli stoccaggi di circa l’83%.
Considerando l’obiettivo minimo di riempimento del 90%, il dato risulta positivo per disporre di margini di sicurezza del sistema gas in vista dell’imminente inverno e di eventuali interruzioni di fornitura dalla Russia.
Per quanto riguarda le misure tese a diversificare l’importazione di gas, nel Piano si sottolineano le seguenti strategie: un accordo per il graduale aumento delle forniture di gas dall’Algeria; un incremento nel breve termine delle importazioni dal gasdotto Tap; ulteriori accordi e negoziazioni per l’approvvigionamento di Gnl da nuove rotte (in coordinamento con Eni e Snam, il Governo italiano si è attivato per garantire diversi miliardi di Smc di gas da Egitto, Qatar, Congo e altri Paesi); l’acquisizione di due FSRU (Floating Storage and Regasification Unit – di capacità di circa 5 miliardi di Smc ciascuna), ossia strutture galleggianti, più flessibili, sostenibili e con minori tempi di realizzazione rispetto alle strutture fisse: i due rigassificatori dovrebbero essere attivi entro il 2024.
Secondo le stime del MITE, tali iniziative nel medio periodo consentiranno di sostituire, entro il 2025, circa 30 miliardi di Smc di gas russo con circa 25 miliardi di Smc di gas di diversa provenienza, colmando la differenza con fonti rinnovabili e con politiche di efficienza energetica.

Ad onor del vero, lo sviluppo di fonti energetiche rinnovabili è il fattore realmente strategico che consentirà la maggior stabilità nel lungo periodo, sia dal punto di vista geopolitico ma anche e soprattutto da quello ecologico.
Difatti, aumentare la produzione di gas nazionale non sarà la scelta decisiva per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione previsti per il 2030, pertanto il Governo precisa che sono in accelerazione le misure volte ad accrescere la produzione di gas rinnovabili (biometano e idrogeno) e di energia elettrica da fonti rinnovabili, tenendo conto anche delle risorse del PNRR ed europee.

Nel breve periodo, tuttavia, è necessario un contenimento dei consumi, da perseguire attraverso la
massimizzazione della produzione di energia elettrica con combustibili diversi dal gas, misure
amministrative di contenimento del riscaldamento e misure comportamentali (a costo zero o con investimento iniziale).
In particolare, è prevista la riduzione di un grado del riscaldamento degli edifici (con diversificazioni e
tolleranze in base alla tipologia di edifici ed attività) e la riduzione di 15 giorni del periodo di accensione e di un’ora riguardo alla durata giornaliera.
Tra le misure che i cittadini possono intraprendere per adottare comportamenti virtuosi e ricavare risparmi economici ed energetici, si ricordano anche i consigli dell’ENEA in termini di ottimizzazione dei consumi domestici i quali certamente non risolveranno la crisi attuale, ma sono comunque misure complementari alle fondamentali azioni governative e consentono ai cittadini di fare la propria parte e acquisire maggior consapevolezza sull’argomento.

 

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